E IL VERBO SI FECE CANTO

E' proprio vero: la nostra vita senza l'esperienza è solo un mucchietto posticcio di convinzioni aleatorie.

La domanda fondamentale è: PERCHE' QUESTO CD?

Ho sempre pensato che il CD del Convegno “Giovani Verso Assisi” fosse d'interesse solo per i partecipanti al convegno. Sì, insomma… mi sono sempre detto: “A chi interessa ascoltare un CD autofinanziato (quindi senza grandi fondi), contenente canti per il 90% già noti, registrato dal vivo (Quindi senza poter correggere eventuali errori), senza grandi mezzi?” Solo a chi c'era al convegno - mi sono sempre risposto. Quindi, un CD fine a sé stesso. INVECE NO. Nella maniera più assoluta.

No, perché c'è un cosa che fa la differenza tra “qualcosa” e “qualcosa in più”: LO STUPORE.

Tante persone, persone che non hanno nulla a che fare con il Convegno, ogni anno, hanno speso parole splendide ascoltando il CD. C'è chi apprezza i canti, chi gli arrangiamenti, chi i solisti, molti, moltissimi, mi hanno parlato di “Presenza di Dio nelle voci, nel canto”… ciascuno ritrova qualcosa. Come se il CD fosse un prisma che riflette tanti colori e ciascuno ne vede differenti (Per usare un'espressione cara ad Arvo Pärt). Ed ecco lo Stupore. Lo stupore e la meraviglia. E io che pensavo che il cd interessasse solo a pochi…

Lo Stupore mi ha accompagnato - e continua ad accompagnarmi - in questi anni di Convegno vissuti da Organista. Lo stupore per le emozioni, antiche eppure sempre nuove, che vivono attraverso il convegno. E che RIVIVONO attraverso il CD.

E non si tratta solo di sentimenti. C'è molto molto di più in una manciata di tracce registrate mettendosi nelle mani di Dio. C'è il valore, il senso profondo del convegno, del canto, del servizio: LA TESTIMONIANZA. Testimonianza dell'universo di vite che si incontrano per una settimana l'anno: uno sterminio di sorrisi e lacrime, abbracci e fatiche. Gioie immense che cercano una voce, dolori infiniti che implorano la pace. E noi, come musicisti, come coro, cerchiamo di dare voce a tutto questo universo.

Le emozioni, i travagli interiori, le scoperte, i drammi che ciascuno vive durante il convegno, ciascuno li porta con sé. Ecco…Il CD vuole essere TESTIMONIANZA di tutto questo.

Testimonianza della vita che abbiamo respirato.

Testimonianza dell'entusiasmo di tanti ragazzi che mettono le loro vite nel canto.

Testimonianza del canto che dà una forma all'oceano di emozioni che riempie le basiliche di Assisi.

Testimonianza del bisogno di raccontare la propria sete di Dio.

Testimonianza del segno che la matita di Dio lascia nella vita di ciascuno di noi.

 

 

PER UN ASCOLTO GUIDATO:

Propongo ora un brevissimo viaggio guidato nel CD di quest'anno, “Siamo Venuti Qui Per Adorarti, Signore”: Giorgio mi aveva chiesto due righe per canto. Ne ho impiegata qualcuna di più.

Perché il senso delle cose c'è sempre. Anche se sono in pochi a vederlo.

SIAMO VENUTI QUI PER ADORARTI, SIGNORE (Gennaro Becchimanzi)

E' il canto della GMG 2005. E' un bel viaggio attraverso l'esperienza dei magi; esperienza che tutti noi rinnoviamo nell'adorazione, nell'incontro con Cristo, donando ciò che siamo. La musica è gioiosa, corale, di grande appeal, si presta perfettamente alle “grandi adunanze”, pur non rinunciando ad un profondo senso di fede e stupore, in particolare nelle strofe, in cui il vocalizzo del coro sembra quasi accompagnare la meraviglia dei magi al termine del loro lungo viaggio.

BEATI I MISERICORDIOSI (Gennaro Becchimanzi)

Dal Salmo 24, un ritornello dolcissimo, fluido, intenso ed emozionante nella sua semplicità (Esaltato dalla bellezza della voce solista). Impeccabilmente “liturgico”, eppure così vicino al respiro contemporaneo. Una piccola perla, nata per caso (E' stato composto il giorno prima, per esigenze liturgiche), ma così bella, da entrare nella track-list.

ALLELUIA (7) (Taizè)

Un canto arcinoto (E' tra i brani più vecchi di Taizè), che abbiamo voluto proporre in una chiave nuova. Spesso eseguito con dolcezza, magari in qualche salmo alleluiatico, lo ascoltiamo in una versione energica e marziale (Dalle trombe dell'organo alle splendide percussioni). Una breve sospensione nelle due strofe (con il coro che sostiene il solista con un Re minore sopra tutto e tutti), e l'alleluia riprende più potente e solenne di prima.

AVE MARIA (C.Casucci/M.Balduzzi)

Dalla forza dell'alleluia alla dolcezza di questo canto che unisce una musica estremamente “pop” ad un testo che è quasi una litania. I fiati (Flauto, Oboe, Sax, Trombone) dialogano nelle strofe regalando splendidi momenti di luce, mentre il ritornello è un'esplosione contenuta di gioia e devozione.

L'AMORE DEL MAESTRO (Severino Pellizon)

Certamente uno dei canti più risusciti. Nella nostra lettura, questo breve canone (originariamente a due voci) diventa un canto professionale infinito. Il senso del pellegrinaggio è marcato da un'andatura più lenta dell'originale, a voler accompagnare, appunto, il cammino del pellegrino. Il Cristiano sulle orme di Cristo, il Maestro che si inginocchia ai piedi dei suoi discepoli, “Dio si china sull'uomo”. L'esecuzione originale in basilica dura più di quindici minuti (che nel cd diventano 3:51 per ovvi motivi); quindici minuti in cui la processione immaginaria prende varie forme, dallo scambio delle voci al contrappunto degli strumenti solisti, che, per l'occasione, suonano senza partitura, lanciati in splendide improvvisazioni.

INNO AL SIGNORE DELLA TEMPESTA (Stefano Puri)

Il trionfo dell'eternità di Dio su tutto ciò che è terreno, transitorio. Il canto più duro e potente del CD (E il più penalizzato dalla registrazione). Il trombone annuncia il tuono, poi, l'orchestra esplode nella solenne introduzione. Il ritornello è un potente e marziale inno di eterna lode al Signore. Il Signore che tuona sulla terra, il Signore seduto sopra la tempesta. Il Cristo trionfante sul peccato e sulla morte. Nelle strofe, la melodia della voce solista (Che ci regala una performance straordinaria) descrive lo scenario apocalittico della terra battuta dalla tempesta, mentre le voci del coro “descrivono” la tempesta: le quinte ribattute dagli uomini proclamano ostinate LODE! GLORIA! mentre il vocalizzo delle donne rappresenta il vento che soffia su tutta la terra: il nome del Signore che risuona sul creato. La nota più acuta del brano (SOL 4) si trova al termine di ogni strofa, proprio sulla parola “RE”; il Re che siede sopra tutto e tutti. Sopra la tempesta.

GLORIA (Marco Frisina)

Un canto molto eseguito. La struttura di questo Gloria (Alternanza ritornello-strofa) ne permette la facile esecuzione: l'assemblea è chiamata a cantare solo il ritornello, mentre il solista (in origine il coro a 4 voci), recita le strofe a mo' di tono salmodico. La splendida interpretazione del solista, quasi “medievaleggiante”, dà un tocco di antico e tradizione all'interno di canti in stile “moderno”.

QUESTO PANE (Severino Pellizzon)

Uno dei momenti più toccanti ed intimi del CD. Ancora una volta, Severino Pellizzon sceglie una sola frase, un pensiero, un momento su cui meditare attraverso la musica “ostinata”. In origine, un canone a due voci (A-B) . Nella nostra lettura, un ritornello a quattro voci (in stile Taizè), incentrato sulla scala del basso discendente prima, ascendente poi (Re-Do-Sib-La / Re-Mi-Fa-Sol-La).

DAVANTI AL RE (Steven Fry)

Ovvero: un canto assolutamente “pop” e moderno, trasformato in uno splendido momento mistico e contemplativo. Un'esecuzione commovente, semplice (Abbiamo rinunciato ad ogni forma di polifonia), incentrata tutta sui colori (Dialogo uomini-donne) e su un continuo moto ascensionale (ogni strofa cambia tonalità, alzandosi di un semitono) che traduce il nostro bisogno/desiderio di assoluto. La nostra sete di Dio, nel momento contemplativo dell'adorazione eucaristca.

VIENI AL SIGNOR (Trad. Ebraico)

Un altro brano ritmato e cadenzato, in un Cd, caratterizzato da ritmi medio-lenti e da un respiro particolarmente contemplativo e meditativo. Il testo del salmo 103 si adatta perfettamente alla melodia ebraica. Nelle strofe, il testo è affidato alle voci femminili (in alternanza unisono-du voci) , mentre agli uomini sono affidati contrappunti e frammenti di testo. Il ritornello è incentrato sulla misericordia di Dio Padre.

VIENI SANTO SPIRITO (Pierangelo Ruaro)

Forse il culmine della dolcezza. Una lettura nello stesso tempo corale ed intimista dell'inno allo Spirito Santo. Corale nel ritornello che, nella sua disarmante semplicità, è una vera invocazione, ripetuta, reiterata, come una supplica, come una richiesta dal mondo; intimista nelle strofe, intonate con grande partecipazione e commozione dai solisti. Ogni strofa è accompagnata da differenti combinazioni degli strumenti solisti: flauto, oboe e viola si alternano senza soluzione di continuità, senza incontrarsi mai tutti e tre. E' la continua ricerca dell'uomo, bisognoso dell'aiuto dello Spirito Santo.

RESTA CON NOI (Taizè)

Il discepoli di Emmaus in un ritornello ritmico, ma malinconico. Un musica in stile anni '70, ma ben organizzata nell'armonizzazione corale. Un brano notturno, eppure intenso, in continua tensione. Anche in questo Brano, gli strumenti improvvisano libere variazioni.

TI RINGRAZIO (Cesareo Gabarin)

Uno dei canti più famosi ed eseguiti in tutta Italia, da sempre. Abbiamo scelto l'unisono, l'essenziale, proprio perché sono la chiave di un canto che fa della semplicità, anche ingenua, la sua bellezza. La voce commossa del singolo (nelle prime strofe) diventa la voce del coro (nel ritornello) poi la voce del mondo (nell'ultima strofa). Come un abbraccio che si allarga a tutto l'universo. Quasi tutto improvvisato (strumenti e voci), cantato INSIEME all'assemblea, il canto che ha chiuso il convegno. Commovente.

VERBUM PANIS (C.Casucci/M.Balduzzi)

E il verbo si è fatto carne. Un canto molto intenso, ricco di colori forti. Due dimensioni contrastanti: la strofa: il mistero della notte dei tempi. Il ritornello: la comunione della Chiesa attorno al corpo di Cristo fattosi pane. Il Didjeridoo apre un'introduzione dodecafonica. Il flauto commenta il mistero del Verbo con frasi molto dissonanti. Oboe e sassofono tessono una trama di seconde irrisolte che vibrano incessantemente fino al pre-chorus. Il Djambe splanca la porta del fatto compiuto: il verbo si è fatto carne. In un crescendo misterioso del coro, il ritornello cambia completamente respiro: la comunione della Chiesa è illuminata dal Sol maggiore, che si lascia alle spalle le tinte scure del Mi minore. Il Verbo è manifesto nella carne. Il Verbo è presente nel Pane dell'Eucarestia che ci rende Chiesa.

Stefano Puri

 

 

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